RUBBIA: "PUNTARE SULLA RICERCA IN UN NUOVO FOTOVOLTAICO E UN NUCLEARE AL TORIO".

NUCLEARE 1: CASINI Vs RUBBIA

NUCLEARE 2: CASINI Vs RUBBIA

REPORT - CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA - L'EREDITA'- 02/11/08

GLI INCENERITORI SONO UN PACCO...

Loading...

lunedì 26 maggio 2008

GIA' PRONTO IL PIANO NUCLEARE DI ENEL

26 maggio 2008 – Il nucleare che il governo dice di voler avviare entro fine legislatura sarà di terza generazione, e non di quarta generazione (quello “sicuro”, e senza rifiuti radiottivi, ma ancora al livello embrionale) come promesso dalla maggioranza al governo in campagna elettorale. Ci sarebbe già un piano per realizzarlo – al quale si è lavorato già da molto prima delle elezioni – con tanto di elenco di siti.

Sabato il quotidiano “La Repubblica” ha rivelato il progetto dell’esecutivo gestito “o dalla sola Enel o da un consorzio pubblico e composto dalle altre aziende produttrici (Edison, Eni, Sorgenia, le ex municipalizzate...) e dalle industrie energivore”.

Il progetto riguarderebbe "quattro centrali di terza generazione" che "nel 2020 copriranno almeno il 10 per cento dei consumi di energia in Italia, vale a dire 6 mila MW, più il sito per lo stoccaggio delle scorie radioattive”.

Che sia da sola, o insieme ad altre, il programma porta la firma dell’Enel che dovrebbe presentare nei prossimi giorni il “piano articolato” al governo, al quale i tecnici del gruppo lavorano ormai da qualche mese.

“Il progetto dell’Enel – scrive il giornale - stima una tabella di marcia teorica che si spalma su nove anni: due per l’allestimento del contesto normativo, due per l’iter delle autorizzazioni, quattro per la costruzione e uno da conteggiare per eventuali ritardi in corso d'opera”.

La tecnologia indicata “è quella del nucleare di “terza generazione migliorata", dal momento che i vertici dell’Enel non vedono prospettive temporali praticabili per le centrali di quarta generazione (quelle, per intenderci, che non produrranno scorie radioattive)”.

I tecnici Enel sfrutterebbero “la competenza tecnologica” acquisita nelle esperienze all’estero del gruppo, “in Slovacchia attraverso la Slovenske Elektrarne” e “in Spagna attraverso l'Endesa e in Francia con la partecipazione al progetto Epr”.

Il piano sarebbe concepito su tre “livelli”. C’è innanzitutto quello normativo. Attraverso “una legge delega” sarebbe definito “il contesto” all’interno del quale inserire “singoli provvedimenti su autorizzazioni e controlli”. Tra i suoi compiti quello di rivedere “il titolo V della Costituzione” (quello cioè che ripartisce le competenze tra Stato ed enti locali) per riportare le “scelte strategiche” al livello nazionale limitando “il peso degli enti locali”.

Il “secondo livello” riguarda l’identificazione dei siti per le centrali e lo stoccaggio delle scorie radioattive. Enel “non fa nomi”, lasciando la scelta a “governo” e “Parlamento”. Tuttavia la “pole position” spetterebbe ai territori che già ospitano impianti nucleari (quelli realizzati e poi disattivati dal referendum del 1987 - Latina, Trino, Garigliano, Caorso - o bloccati in corso d'opera, come Montalto), mentre per quanto riguarda la discarica delle scorie nucleare l’opzione più ec… sarebbe il “sito provvisorio”.

Il “terzo livello”, infine, è quello finanziario. Ovvero la determinazione del costo dell’intero progetto “mettendolo in relazione alle varie opzioni tecnologiche attualmente a disposizione dell'Enel: "da quella nipponico-americana della Westinghouse (utilizzata in Spagna), a quella francese dell'Epr, a quella russa presente in Slovacchia”.

Sulla localizzazione degli impianti interviene Andrea Poggio (Legambiente) citando una notizia in possesso di Radio popolare. Poggio sostiene che esiste già un elenco di sei siti tra i quali scegliere, di cui 3 al nel Nord.

"Radio Popolare - afferma Poggio - riprende voci ben informate, già citate nei giorni scorsi da Jacopo Giliberto su Il Sole 24 ore di qualche giorno fa.

"Ecco i siti proposti:

- Chivasso (Torino) di Edipower.
- Tavazzano (Lodi) di Endesa (ma prossimamente passerà alla tedesca Eon).
- Caorso (Piacenza) affidata a Sogim per lo smantellamento, ma con l'ipotesi di essere ceduta a A2A (la nuova azienda costituita da Aem di Milano e Asm di Brescia).
- Ostiglia (Mantova) di Endesa.
- Sermide (Mantova) di Edipower.

Tutti i siti scelti, spiega Poggio, “sono in prossimità di dorsali elettriche ad alta tensione e a pochi chilometri da importanti bacini di domanda elettrica: una domanda elettrica non solo generata dalle famiglie, ma soprattutto dalle industrie a ciclo continuo e dai servizi che garantiscono una importante domanda notturna. Tipico della produzione costante di energia della centrali nucleari che non possono certo “spegnersi” tutte le notti”.

Sono inoltre “tutte centrali lungo un importante corso d'acqua. L'acqua di raffreddamento è un fattore critico per queste grandi centrali, soprattutto a causa dello loro scarso rendimento (più del 60 per cento) del calore generato va disperso). Si spera che il Po nel mantovano abbia una portata sufficiente: altrimenti si dovrà ricorrere a torri di raffreddamento, molto impattanti per il paesaggio e capaci di alterare il microclima locale.

“Senz'altro – sottolinea Poggio - l'acqua non è sufficiente nel canale Muzza e nell'Adda a Tavazzano, e a Chivasso. Ma, a ben vedere, dopo le frequenti estati secche, anche il Po non è messo bene, tanto è vero che hanno dovuto limitare la produzione le centrali esistenti, compresa la stessa Porto Tolle sulla foce del grande fiume.

Sul fronte dell’accettabilità sociale “sono messe male Chivasso e Tavazzano, a 22 chilometri da Torino la prima e a 27 chilometri da Milano la sconda. È essa peggio Ostiglia, dove per metterci una centrale nucleare in riva al Po si dovrebbe trasferire l'intero comune. Ma anche il comune di Caorso, che da anni lotta per liberarsi delle barre di combustibile (che finalmente sistanno trasferendo all'estero) e le scorie di una vecchia centrale che ha funzionato male e a singhiozzo per 5 o 6 anni, non sarà certo contento di un ritorno del nucleare”.

Resta l'assurdo, affonda Poggio, di una “Italietta” spaccona e arrogante che non sa stare al mondo. Mentre il mondo (ONU nelle Conferenza sui Cambiamenti Climati, gli scienziati che con Al Gore hanno appena ricevuto il Nobel) si sta facendo strada la necessità di promuove l'effcienza energetica e le energie rinnovabili, noi in controtendenza con tutto il mondo occidentale, decidiamo di tornare a fare centrali nucleari".

E per questo: "Anche contro questa italietta scendiamo in piazza il 7 giugno, una manifestazione già prevista, che resta soprattutto contro i cambiamenti climatici: “In marcia per il clima”, ma che coglierà l'occasione anche di dire no all'atomo insieme a un centinaio di associazioni, unite dietro un grande striscione: “+ efficienze e solare, che c'azzecca il nucleare?”

(FONTE: Zeroemission.TV)

0 commenti: