La Commissione Ue ha lanciato un’allerta per il rischio di radioattività conseguente a un incidente nella centrale nucleare di Krsko, in Slovenia, a soli 130 chilometri in linea d’aria da Trieste.
Bruxelles ha annunciato di aver ricevuto, tramite il sistema di allarme rapido Ecurie, la segnalazione di una perdita di liquido dal sistema di raffreddamento principale dell’impianto sloveno, aggiungendo che è già stata attivata la procedura di sicurezza per lo spegnimento. Al momento, comunque, non sarebbe stata rilevata nessuna fuga radioattiva.
La stessa Ue ha poi riferito che le autorità slovene hanno comunicato che le procedure di spegnimento del reattore sono state completate e la situazione appare sotto controllo. L'incidente è avvenuto alle 17,38 italiane. L'agenzia slovena per la sicurezza nucleare, dal canto suo, ha affermato che non vi sono rischi. In precedenza, la Nek, la società che gesticse la centrale, aveva affermato che la perdita si è verificata all'interno della struttura del reattore. Quanto alle cause dell'incidente, soltanto dopo lo spegnimento si cominceranno i necessari controlli. Infine, le autorità slovene (che in questo momento hanno tra l'altro la presidenza di turno della Ue e sono alla vigilia del Consiglio Energia di venerdì prossimo, a Lussemburgo) si sono prodigate in rassicurazioni, sottolineando che l'incidente ha avuto un impatto "locale".
Tuttavia, adesso appare inevitabile la ripresa delle polemiche sulla sicurezza di questa fonte e proprio nel momento in cui il governo italiano si è impegnato concretamente in iniziative per riprendere la realizzazione di una serie di impianti nucleari di terza generazione. Le avvisaglie già questa sera in una serie di prese di posizione fortemente critiche, non soltanto dal fronte ambientalista. Da segnalare, in ogni caso, che Regione Lombardia e Arpa hanno attivato subito controlli straordinari con il sistema di rilevamento della radioattività ambientale.
L'impianto in questione, inaugurato nel 1983, ha una potenza di 730 MW, con un solo reattore del tipo PWR, di seconda generazione, di fabbricazione russa. Il suo spegnimento definitivo è previsto nel 2023.
La centrale di Krsko peraltro era già stata al centro delle polemiche tra Italia e Slovenia per il progetto di costruzione di un nuovo reattore entro il 2017.
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 04 giugno 2008)(Fonte: ScanziamoLeScorie.org)

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