RUBBIA: "PUNTARE SULLA RICERCA IN UN NUOVO FOTOVOLTAICO E UN NUCLEARE AL TORIO".

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REPORT - CENTRALI NUCLEARI IN ITALIA - L'EREDITA'- 02/11/08

GLI INCENERITORI SONO UN PACCO...

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domenica 8 giugno 2008

NUCLEARE? TROPPI NODI DA SCIOGLIERE...

Sono in molti a schierarsi contro un ritorno italiano al nucleare, sul sito Prorinnovabili si trovano alcuni interessanti punti che giocano contro l'energia del nucleo di vecchia generazione.

Tratto dal sito Prorinnovabili.it:

Le recenti dichiarazioni del ministro Scajola che ripropone le centrali nucleari non sono realizzabili. Sono le stesse di 5 anni fa, dello stesso ministro, regolarmente rimaste sulla carta

In realtà è sufficiente considerare il caso del deposito scorie di Scandicci per capire che le centrali nucleari non si faranno mai. I veti incrociati delle autorità locali e la reazione popolare non lo permetteranno.

Tuttavia esistono ulteriori motivi che rendono irragionevoli e non convenienti le centrali nucleari.

1) L’Italia non ha più una base industriale né una tecnologia nucleare. La prima dovrebbe essere ricostruita la seconda importata con gravi costi.

2 I costi preventivati dagli esperti pro nucleare sono altamente ottimistici. I sette anni dichiarati per la loro costruzione non sono realistici. La centrale nucleare francese in costruzione in Finlandia è già in ritardo di 2 anni con gravi costi supplementari. Un recente studio del MIT sostiene che i tempi effettivi di costruzione sono di 109 mesi senza contare le autorizzazioni.
In un paese come l’Italia paralizzata da ritardi cronici, burocrazia, veti incrociati, interessi lobbistici, i tempi e quindi i costi sono destinati a gonfiarsi a dismisura. Tutto sarebbe ovviamente a spese del debito pubblico o del cittadino.

3) Da numerosi studi è emerso che i costi di chiusura delle centrali nucleari (decomissioning) non è valutabile con precisione e rischia di essere molto più salato del previsto. Per ora la Francia rinvia il problema dilatando il periodo di servizio da 30 a 40 anni e forse addirittura a 60 anni. Uno studio della British Nuclear Decommissiong Authority ha nel 2006 valutato in £. 70 mld (105 mld euro) il costo per la chiusura delle centrali nucleari inglesi. (*)

4) Poco chiari sono anche i costi della gestione delle scorie nucleari, senza contare i rischi.

5) I tempi lunghissimi di costruzione implicano costi elevati in termini di anticipo di capitali che verrebbero ripagati molti decenni dopo.

6) Il materiale fissile non è illimitato né una fonte di energia rinnovabile.

7) Le fonti alternative, eolico e solare in primis, stanno diventando sempre più competitive. La società Nanosolar in California è già in grado di creare celle fotovoltaiche a meno di 1 $ per watt mentre il settore non ha ancora beneficiato delle economie di scala né di tutti i progressi tecnologici sviluppati in laboratorio.

La volontà del ministro di riproporre le centrali nucleari sembra rispondere a una logica di centralizzazione e rafforzamento del controllo politico sulla produzione dell’energia elettrica e non ad una politica innovatrice che gioverebbe a molte piccole aziende emergenti locali nella tecnologia avanzata e nell’installazione.

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